Un pilota di Formula 1 come sceglierebbe l’olio motore?

Un pilota di Formula 1 come sceglierebbe l’olio motore?

Quando parliamo di olio, stiamo parlando di performance, efficienza e prevenzione di quella possibile serie di rischi dovuta al naturale processo di deterioramento delle componenti meccaniche di un motore a combustione interna. Che si tratti di una classica utilitaria o di una delle più avanzate monoposto che sfrecciano sui circuiti del mondiale di Formula 1, non fa differenza: in ogni caso l’olio motore rappresenta uno dei fattori fondamentali da cui dipende l’affidabilità del nostro veicolo.

Probabilmente sarete già a conoscenza della duplice funzione svolta dal lubrificante: in primo luogo, l’olio motore consente agli organismi metallici un’adeguata protezione dall’usura, garantendo un minore livello di attrito tra le superfici a contatto. Inoltre, grazie ad esso è agevolato il riequilibrio delle temperature dei meccanismi, favorendo il raffreddamento di quelli più caldi. Tra l’altro, l’olio contribuisce alla generale pulizia del nostro motore, evitando che si possano accumulare al suo interno eventuali depositi, e permette la corretta tenuta tra le fasce elastiche e il cilindro, in virtù della sua funzione sigillante.

Non a caso già un po’ di tempo fa avevo accennato, proprio su questo blog, quanto sia essenziale per le scuderie del Circus il momento dell’analisi dei lubrificanti delle vetture durante i weekend di gara. Difatti lo studio di un campione di fluido oleodinamico usato, che avviene attraverso particolari test di spettrometria, permette ai team di comprendere quanto il fluido medesimo abbia svolto in modo più o meno ottimale il proprio compito. La tipologia e la quantità degli elementi metallici contenuti in sospensione nel campione di olio prelevato dai periti chimici delle scuderie permettono di rivelare lo stato di salute del motore e, di conseguenza,diventa indice del grado delle microlesioni che hanno subito le componenti motoristiche in seguito agli stress in pista.

Conoscere appieno quali siano le specifiche potenzialità e i determinati limiti del fluido oleodinamico impiegato sulle proprie vetture diviene quindi essenziale per i team che concorrono al titolo iridato. A questo proposito il binomio Ferrari-Shell, il cui sodalizio risale addirittura agli anni ‘30, dimostra bene la reciproca volontà dei due marchi di sviluppare un motore e un olio che sappiano esaltare a vicenda le loro qualità migliori. Le monoposto di Seb e Kimi, infatti, attualmente si avvalgono dell’olio Shell Helix Ultra, un olio di ultima generazione maturato dall’applicazione dell’innovativa tecnologia ShellPurePlus, mediante cui gli sviluppatori di casa Shell sono stati in grado di ottenere un olio base sintetico cristallino ed essenzialmente privo di impurità, a partire dal gas naturale.

Certo, nonostante le nostre comuni automobili non siano progettate per raggiungere velocità altissime come in F1, non significa che l’efficiente lubrificazione del nostro motore sia un aspetto da ignorare. Anzi, al contrario. La gamma dei processi di deterioramento meccanico che interessano i motori delle vetture di Formula 1 corrispondono in modo perlopiù analogo ai procedimenti di alterazione che si verificano su qualsiasi altro tipo di motore a combustione interna. Per questo motivo l’impiego di un lubrificante ad alte prestazioni risulta essere nel tempo una scelta vincente.

Ma quali sono i criteri su cui basarsi per la scelta dell’olio motore?
In linea di massima si dovrebbero tener d’occhio i valori relativi all’indice di viscosità, di volatilità e la capacità di riduzione dell’attrito, generalmente indicati sui libretti delle auto forniti dalle case costruttrici.
Dall’esperienza ereditata nel campionato mondiale di Formula 1 al fianco della scuderia di Maranello, la Shell con il suo olio motore Shell Helix Ultra, è approdata anche sulle strade cittadine, garantendo alle nostre automobili prestazioni migliori, grazie agli eccellenti risultati in termini di viscosità, volatilità e riduzione dell’attrito. L’utilizzo di un olio ad alte prestazioni, come lo Shell Helix Ultra, si traduce pertanto nella diminuzione dei consumi di olio stesso, in una maggiore protezione e una minore usura del motore, ed infine in un consistente risparmio di carburante in virtù della riduzione dell’attrito e della minore resistenza al pompaggio.

Sicuramente i motori delle nostre auto sapranno come ringraziarci.

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