Max Verstappen, il vincitore più giovane della storia della F1

Max Verstappen, il vincitore più giovane della storia della F1

A 18 anni, 7 mesi e 15 giorni, Max Verstappen ha vinto il Gran Premio di Spagna. Diventa così il più giovane vincitore della storia della Formula 1, distruggendo il precedente record che apparteneva a Sebastian Vettel.

Max è un predestinato. Il papà Jos, consapevole del grande talento del figlio, ha fatto di tutto per farlo arrivare in alto nel più breve tempo possibile, senza la paura di far bruciare le tappe ad un ragazzino cresciuto letteralmente a pane e motori. E lui, l’ha ripagato facendo tutto ciò che sa fare meglio: guidare.

Oggi non è nata una stella. Oggi abbiamo avuto l’ulteriore conferma che questo ragazzo dal piede pesante ha le potenzialità del Campione del Mondo. Perché, in fondo, il talento di Verstappen era ben chiaro ad addetti ai lavori e avversari ancora prima che arrivasse in Formula 1. E il fatto che ci sia arrivato a 17 anni, non è stato uno svantaggio. Il ragazzo ha sempre dimostrato talento e maturità ben oltre l’età anagrafica e oggi, durante il GP di Spagna, ha confermato tali doti tenendosi dietro la Ferrari di Raikkonen, che cercava a tutti i costi di avvicinarsi. Dal canto suo non ha fatto il benché minimo errore, guidando da veterano. Un veterano diciottenne.

Al di là degli entusiasmi, però, è giusto sottolineare che il successo di oggi è frutto anche di una strategia migliore rispetto a quella di Ricciardo. L’australiano avrebbe probabilmente fatto un’altra gara, se non si fosse ritrovato alle ad inseguire Raikkonen e Vettel. E la sfortuna ci ha anche messo lo zampino, con quella foratura a due giri dalla fine che, quasi certamente, gli ha tolto la possibilità di strapazzare Vettel, in evidente difficoltà.

Un plauso va certamente alla Red Bull, capace di “aiutare” Verstappen a raggiungere così velocemente il suo primo podio in carriera, direttamente sul gradino più alto. E merito va anche al Dr. Marko che sembra non sbagliarne una: ha sacrificato Kvyat per prendere il pilota più veloce. Senza aspettare altro tempo. Senza farsi scrupoli. E oggi, probabilmente, ha anche scelto di sacrificare un po’ Ricciardo, per scrivere una nuova pagina storica del motorsport mondiale.

C’è poco da scandalizzarsi. Queste sono le corse e Red Bull dimostra, ancora una volta, una lungimiranza senza eguali. Nello sport, come nel marketing.

Chapeau!

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