#ReadySetRed: perché il social game di Ferrari non mi entusiasma

#ReadySetRed: perché il social game di Ferrari non mi entusiasma

Come avrete notato certamente dalla poca frequenza con cui aggiorno questo sito, ultimamente sono piuttosto impegnato con Zero | Comunicazione Integrata in  diversi progetti legati al web – ed in particolare ai social media – non sempre attinenti alla Formula 1. Tuttavia, oggi colgo l’occasione per scrivere di entrambi gli argomenti, grazie al lancio di un social game firmato dalla Scuderia Ferrari.

Cos’è e come funziona. A partire dal 18 gennaio, fino al prossimo 7 febbraio, i tifosi della Scuderia di Maranello possono utilizzare i social per interagire con il team utilizzando l’hashtag #ReadySetRed. Per partecipare bisogna fare delle azioni su Twitter, Facebook o Instagram utilizzando il sopraccitato hashtag, guadagnando così dei punti che vanno a formare una sorta di classifica internazionale: i primi dieci utenti più attivi, saranno invitati a partecipare attivamente alla diretta streaming della nuova monoposto Ferrari, numero di progetto 667.  (Ma i criteri di elegibilità impongono la maggiore età e una buona conoscenza della lingua inglese parlata)
Per poter entrare in classifica, è necessario prima registrarsi sulla piattaforma Ferrari all’url readysetred.ferrari.com. A quel punto, tutte le attività effettuate e accompagnate con l’hashtag vengono registrate e i punti assegnati in base alle azioni: un tweet con foto e hashtag vale 7 punti, mentre un retweet ad un contenuto vale 4 punti. 7 punti anche per una foto su Instagram, mentre su Facebook – dove l’hashtag conta decisamente meno – vengono assegnati dei punti per i like sulla pagina Scuderia Ferrari e i relativi commenti.

Pro e contro. In queste ore continuo a leggere molte critiche da parte degli appassionati che non riescono a trovare il senso di questo contest. Probabilmente perché il fine ultimo, per l’utente, è il poter partecipare sempre virtualmente ad un evento: leggendo il regolamento, infatti, si scopre che l’opportunità è in realtà il poter prendere parte via Skype ad una anteprima dell’unveiling e una video conferenza su Skype durante la diretta streaming organizzata per promuovere il lancio della vettura. Sicuramente, se il premio fosse stato un invito a Maranello a toccare con mano la nuova vettura del Cavallino, la risonanza e la partecipazione dei tifosi  sarebbe stata ancora maggiore.

Engagement alle stelle. Certamente, l’obiettivo di chi ha elaborato questa strategia social è quello di coinvolgere i milioni di tifosi della Rossa sparsi per il mondo, rendendoli parte attiva in un periodo della stagione piuttosto privo di spunti. Quale occasione migliore di farli sfidare a colpi di hashtag? Inoltre, è curioso guardare come sono stati assegnati i punti perché, proprio da quella tabella, si può provare a capire quale siano i canali dove si tende a portare più traffico: Twitter e Instagram, in questo caso, sono le priorità in cui l’hashtag riesce a fare fattivamente la differenza, mentre su Facebook si tende a valorizzare più commenti e like che condizionano positivamente sia la portata organica che l’interazione.
Nella sezione FAQ del mini sito dedicato, la Ferrari dice: “Ricordati che è un gioco, divertiti e non spammare”. Che mi ricorda un po’ il “Bevi responsabilmente” nelle pubblicità degli alcolici.

Perché non mi entusiasma. Dal punto di vista professionale, questo social game farà salire alle stelle i numeri dei vari profili social della Scuderia e ben presto #ReadySetRed sarà di tendenza, influenzando indirettamente anche gli articoli sul tema. Ne è l’esempio il mio tweet di ieri dove, linkando un articolo di Quattroruote, mi ritrovo un engagement rate piuttosto alto rispetto alla media… e non è una casualità: chi retwitta contenuti sul tema, guadagna punti! Alla fine della campagna, i social media specialist della Scuderia saranno ben lieti di poter preparare i report per questo contest che crea advocacy, coinvolgendo un gran numero di tifosi che farebbero di tutto per il brand del Cavallino. Al di là dei numeri, però, questo social game non mi entusiasma: per poter scalare la classifica e tentare di essere tra i dieci vincitori del contest non si deve avere nessuna skill specifica, ma si è portati ad un’attività spasmodica sui tre canali che può facilmente essere accostata allo spam. Certamente lodevole il fatto che la Scuderia apra ad iniziative legate ai social media, ma probabilmente c’è ancora un bel po’ di strada da fare in questo senso. Non solo: i social sono un potente mezzo di web marketing che, però, impone – per la sua ottimale riuscita – una sinergia col marketing tradizionale. E così ribadisco: se internet fosse stato usato come mezzo per far vivere un’esperienza esclusiva a influencer internazionali – magari portandoli proprio alla presentazione della vettura a Maranello – probabilmente i numeri non sarebbero stati così alti, ma la cosa avrebbe segnato una svolta nel mondo della Formula 1 che vede ancora i tifosi come “clienti” e non come persone che vivono nel sogno di un’esperienza dal vivo con la propria squadra del cuore.

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