Manor, a Montecarlo nel ricordo di Jules Bianchi

Manor, a Montecarlo nel ricordo di Jules Bianchi

Quello di Monaco sarà un weekend molto particolare per il team Manor. Appena un anno fa, Jules Bianchi conquistò sul circuito del Principato il nono posto, raccogliendo 2 punti storici, che hanno contribuito a salvare la squadra dal fallimento afine anno e presentarsi in griglia nel 2015, con un nuovo proprietario al comando.

Jules però non sarà né in griglia, né nel paddock. Non vedrà neanche la gara e, sinceramente, direi che – viste le sue condizioni attuali – ci saremmo accontentati anche di una cosa semplice come questa. Il venticinquenne francese è ancora ricoverato all’ospedale di Nizza, in stato di totale incoscienza, ma circondato dall’affetto dei suoi cari.

Graeme Lowdon, direttore sportivo della ex Marussia – e oggi semplicemente Manor – ha voluto ricordare quel weekend in cui Jules riuscì a sovvertire i pronostici. “Il giovedì di prove libere eravamo frustrati per la mancanza di prestazioni, nonostante tutto il lavoro fatto per migliorare. In qualifica Jules aveva fatto un buon lavoro, chiudendo diciannovesimo, ma una penalità per la sostituzione del cambio lo riportò in fondo al gruppo. Anche la gara fu come le montagne russe, ma Jules riuscì a chiudere in zona punti: una sensazione fantastica per tutto il team”.

Il DS della Manor non può che ricordare con nostalgia quel giovane talento ormai perso, costretto a lottare contro una situazione assurda. Quel danno assonale diffuso rimediato nel terribile impatto contro una gru, durante delle fasi concitate del GP del Giappone, lo ha letteralmente spento. Jules respira autonomamente, fa piccoli passi in avanti, ma nessuno sa dire con precisione cosa potrà riservargli il futuro. “Che sia rimasto vivo dopo quell’impatto è già un miracolo”, hanno ripetutamente detto i medici giapponesi nei giorni successivi alla tragedia.

“Sarà un fine settimana particolare per la squadra”, ha voluto rimarcare Lowdon. “Un sacco di persone pensano sempre a Jules e qui sarà un’occasione ancora più toccante per farlo. Ricorderemo uno dei tanti bei momenti passati insieme”, ha concluso.

Parole sicuramente sentite, ma che stridono un po’ con ciò che era successo alla vigilia del GP del Giappone tra Jules e la Marussia. Inutile ricriminare, adesso, su questioni ormai vecchie e inutili. Ma resta il dubbio dato dal famoso effetto sliding doors: cosa sarebbe successo se…?

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