Un salto nel Mito con il Ferrari World Abu Dhabi

Un salto nel Mito con il Ferrari World Abu Dhabi

Yas Island è un’isola artificiale di 25 chilometri quadrati, interamente dedicata all’intrattenimento, costata qualcosa come quaranta miliardi di dollari. Già mentre atterriamo ci rendiamo conto di ciò che ci aspetta. Mentre il minivan ci porta dall’aeroporto verso la pista, è impossibile non notare quella “balena” che cambia colore: blu, rosso, ancora blu.

“Ecco, quello è il vostro albergo” indica l’autista, come se ce ne fosse realmente bisogno. E’ impossibile non riconoscere lo Yas Viceroy Hotel, una struttura di 85.000 mq extra lusso piazzato esattamente dentro la pista che, questo weekend, ospiterà la terzultima prova del Mondiale. Quale posto ideale per seguire le attività allo Yas Marina Circuit? Tutto intorno a noi sembra (è) finto, una sorta di Lego House per multimilionari. Facile rendersi conto di essere pesci fuor d’acqua. Giusto il tempo di ambientarci, prima di decidere di fare un giro in quella che – da queste parti – è tappa obbligata: Il Ferrari World Abu Dhabi.

Andiamo a piedi, senza incontrare anima pia sulla nostra strada, se non qualche addetto alla manutenzione della pista. Dallo Yas Viceroy all’ingresso del parco tematico, ci sono più o meno tre chilometri. Ma lo abbiamo scoperto troppo tardi, fidandoci del consiglio di un inserviente dell’albergo: “Dieci minuti a piedi”, aveva detto. Tenendo il ritmo di un maratoneta, avrebbe dovuto aggiungere. Viste le temperature, già da metà strada decidiamo di affidarci ad un taxi per il ritorno. E consigliamo a voi di fare lo stesso se, e quando, deciderete di andare!

Davanti all’imponente cupola rossa d’acciaio, viene da fare gli applausi al progettista, lo studio Benoy Architects, che l’ha modellata sul profilo di una Ferrari GT. oltre 100.000 metri cubi di cemento sono stati utilizzati per gettare le fondamenta di questo impianto ma, contrariamente a quanto pensavamo, una volta entrati sembra di essere all’interno di una installazione artistica, piuttosto che in un edificio mastodontico adornato con piante finte un po’ tristi. Ci dirigiamo verso la biglietteria. Il costo del biglietto non è certo popolare, ma d’altronde da queste parti, cosa lo è? 255 AED, l’equivalente di 52 euro a persona. Alla faccia del parco per le famiglie!

Una volta dentro, inizia il nostro giro esplorativo in quella che è considerata la Mecca dell’automobile in Medio Oriente. Il fatto stesso di sapere che tutto ciò ha avuto un costo zero per l’azienda italiana, fa capire come la Ferrari sia considerata una sorta di patrimonio mondiale dell’umanità. Da Maranello hanno dato solo la licenza, in cambio di una royalty più un fisso minimo garantito.   Le attrazioni del parco sono una ventina, ma quando ci imbattiamo nella prima rimaniamo un po’ interdetti. “Bell’Italia”, la ricreazione in miniatura dei posti più famosi dello stivale: dalla Costiera Amalfitana a Portofino, passando per la Torre di Pisa, il Colosseo, fino ad arrivare all’Autodromo di Monza. Questa sorta di Italia in miniatura, vista dagli occhi di un italiano, è piuttosto riduttiva e banale. Decidiamo dunque di passare oltre, in cerca di qualcosa di meglio da fare. Così ci ritroviamo a saltare da un’attrazione all’altra: il Cinema Maranello, il Carosello, il cinema 4D con Speed of Magic, fino a Made in Maranello, una sorta di gita virtuale alla factory Ferrari.

Il pezzo forte, comunque, è Formula Rossa. Le montagne russe più veloci al mondo, dove si passa da 0 a 240 km/h in cinque secondi. Il sistema di partenza è simile a quello che viene usato per far partire i jet: l’adrenalina sale a mille e le forze gravitazionali sono superiori a quelle che si provano con una F1. Nettamente sconsigliato ai deboli di cuore, nonostante sul posto non venga fatta nessuna distinzione e chiunque può avventurarsi. L’accelerazione è brutale e si fa fatica a respirare. Si va in apnea per qualche attimo e l’istinto è quello di aggrapparsi alle maniglie, opportunamente ricoperte di gommapiuma. Superata la grande parabola iniziale, resta ancora un curvone a sinistra tosto, dove si arriva ad avere la sensazione di essere perpendicolari al terreno. Per il resto del percorso, vi sembrerà di passeggiare, considerando il trauma iniziale. Personalmente, non ho avuto il coraggio di salirci. Lo ha fatto il mio compagno di viaggio, il buon Mario Donnini di Autosprint che, una volta sceso, mi disse: “In cima, ho visto Giuliano Ferrara cantare ‘Baciami ancora’”. Probabilmente vi basterà sapere questo per capirne un po’ di più!

Per chi non vuole rimettere l’anima, l’alternativa c’è: Fiorano GT Challenge. Un ottovolante con due treni che corrono su binari differenti, ma il più delle volte paralleli. Una sfida ad alta velocità che finisce sempre con un vinto ed un vincitore. Vi sembrerà di stare sulle giostre in confronto alla Formula Rossa.

Se volete rinfrescarvi un po’, fate un giro nell’attrazione V12: un percorso su acqua fino al cuore di un motore 12 cilindri. Niente di entusiasmante o formativo, ma considerando gli spruzzi, ne uscirete sicuramente refrigerati e all’odore di cloro. Per i fanatici del Sim Racing, assolutamente da provare la “Scuderia Challenge”, un simulatore di F1 e GT, ma che richiede ore di attesa snervante e – udite, udite – un pagamento extra.

Incuriositi, abbiamo anche dato un’occhiata alle attrazioni per i più piccoli che – ad onor di cronaca – sembrano quelli che si divertono di più da queste parti. L’attrazione Junior GT è una sorta di scuola di guida con istruttori esperti, dedicata ai bambini che testano della speciali F430 GT Spiders in scala ridotta. Attrazione simile con la Junior Gran Prix, dove i bambini si calano in monoposto di F1 in scala.

Il Ferrari World Abu Dhabi è sicuramente un posto da visitare se ci si trova da queste parti, indipendentemente dalla propria squadra del cuore. E’ certamente un po’ troppo costoso, se pensiamo che una famiglia con due bambini va a spendere oltre 200 euro per il solo ingresso, senza contare il pranzo nei ristoranti italiani – di ottima qualità – ma un tantino esagerati nei prezzi. Molte attrazioni meritano, ma su venti ne salveremmo in realtà la metà. Quella migliore resta il rollercoaster Formula Rossa dove, però, sarete prima chiamati ad una fila chilometrica di 1 o 2 ore.

La cosa che ci ha colpiti di più, però, è l’uscita. Perché, per abbandonare il Ferrari World, bisogna obbligatoriamente passare all’interno del Ferrari Store. Così, nel caso si voglia cedere all’ultima tentazione, qualcosa in più riescono a spillarvela… geni del marketing :)

 

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